NUORO.Giù l’antenna,il rione ringrazia il Tar

Dopo il pronunciamento sul traliccio di otto metri che svetta su un palazzo di via BalleroIl sindaco Alessandro Bianchi: «Una sentenza molto importante»

Giovedì 28 aprile 2011
Il primo cittadino annuncia il piano di localizzazione delle antenne che in città, finora, non è mai stato redatto. «Viste le installazioni selvagge, occorre mettere ordine».
A fora s’antenna accabadora  fu la prima scritta comparsa due anni fa nel quartiere di Santu Predu dopo l’installazione del traliccio che svetta sul palazzo che fa angolo tra via Ballero e piazzetta Pirari. Fu cancellata immediatamente, ma da allora sono stati decine i messaggi dello stesso tenore vergati con la vernice nera in questo rione del centro storico di Nuoro.
LE REAZIONI  La notizia del Tar che stigmatizza l’installazione dell’antenna in un’area entro i cento metri da un “bene identitario” come la chiesa del Rosario, qui ha riportato un poco di speranza. «Se il traliccio verrà rimosso, per noi sarà una liberazione», dice una signora che, come tutti, vuole restare anonima. È così, sottotraccia, che il quartiere sta portando avanti la guerra contro l’antenna. Dall’autunno 2008, il malumore è montato sulle frequenze del passaparola, dei volantini anonimi, e delle scritte sui muri appunto. Niente comitati, niente movimenti di opinione. «La gente non si vuole esporre», bisbiglia un signore con un paio di quotidiani in mano.
LA STORIA  La prima battaglia è stata vinta dal Comune che, nel settembre 2008, al tavolo della Conferenza dei servizi con Regione e Ufficio di Tutela del paesaggio, aveva dato parere negativo all’istanza di autorizzazione presentata dalla compagnia telefonica. L’azienda piazzò comunque il traliccio e fece ricorso al Tar richiamando l’argomento della pubblica utilità del servizio reso agli utenti. Il Comune ha replicato sventolando le norme del piano paesaggistico regionale e scegliendo la linea del valore del “bene identitario”: l’antenna sta nella fascia dei cento metri dalla chiesa del Rosario, sicché nulla può essere costruito. Niente richiami alla tutela della salute dei residenti, alle onde elettromagnetiche che causano tumori, problemi cardiaci e depressione: il rapporto di causa-effetto non è dimostrato, l’argomento si è sempre rivelato perdente.
IL SINDACO  «Questa sentenza rappresenta una novità importante poiché fino a oggi la giurisprudenza ha sempre tutelato gli interessi delle compagnie telefoniche». È soddisfatto il sindaco Alessandro Bianchi che, anche come oncologo, ha a cuore l’argomento e annuncia la redazione di un piano di localizzazione delle antenne («c’è anche una risoluzione del Consiglio») che in città non è mai stato fatto. «Certo, il nesso di causa-effetto tra la presenza delle antenne e l’insorgere di diverse patologie non è dimostrato scientificamente, ma occorre coltivare il “principio di precauzione”: ora – sottolinea – se le norme sui vincoli paesaggistici possono aiutarci, il Comune di Nuoro farà di tutto. Abbiamo bisogno di fare ordine in questa città dove ogni giorno, in maniera selvaggia, vengono installate antenne oltretutto mascherate dentro finte canne fumarie».
Piera Serusi
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DAL NOSTRO STAFF AVANTI POPOLO……..

 

MACOMECAZZOVELODEVODIRE ???

CHIUDETE ILCONTO IN BANCA..SVEGLIAMOCI !!!COSA CI HA MAI FATTO CREDERE CHE DELLA CARTA SIA COSI PREZIOSA?? 

KEEPONTRUCKINGENTE


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