Coca Cola-Stupefacente anche senza foglie..

Nonostante siano quasi 100 anni che nella ricetta di questa amatissima bevanda sia stata eliminata la piccolissima quantità di cocaina, pare che provochi ancora degli effetti gravissimi sull’organismo. Al primo posto ci sono gli “zuccheri”. Pensate che solo in una bottiglietta da 25 ml. ce ne sono una quantità pari a 10 cucchiaini. Il nostro povero fegato investito da questa valanga dolciastra decide di trasformarla in grasso. Al secondo posto c’è la “caffeina”. Nell’assorbimento di questa sostanza le pupille si dilatano, la pressione arteriosa si alza e a questo punto il fegato è costretto a produrre altri zuccheri. Al terzo posto c’è la “dopamina” di cui ilcorpo ne alza la produzione.  Essa stimola i recettori del piacere come accade con le sostanze stupefacenti. La enorme quantità di zuccheri e dolcificanti stimola la produzione di urina. Urinando però non solo eliminiamo quella poca di acqua contenuta nella coca-cola, ma ahimè buttiamo nel cesso o in mezzo ai prati anche tantissime sostanze preziose.

Ognuno è libero di farsi male come peggio crede ma io Vi invito a riflettere sulla nostra salute e dei nostri bambini che ciucciando allegri non sanno cosa ingeriscono.  Lo stesso vale per la Pepsi, Sprite, Fanta, Te’….

QUINDI, CHEVELODICOAFFA’??  BEVETE LA PORCACOLA…

FATE ATTENZIONE A COSA COMPERATE E CONSUMATE

McDonald’s – Ristorazione

I dipendenti sono sottopagati. Gli animali che forniscono la carne degli hamburger sarebbero costretti a continue gravidanze e verrebbero imbottiti di antibiotici e farmaci. L’intera “politica pubblicitaria” della multinazionale mirerebbe a coinvolgere e convincere i bambini (con regali, promozioni e gadgets). E, ovviamente, quando il bambino rompe i coglioni perché vuole andare da McDonald’s, ci va tutta la famiglia. Tre piccioni con un cheesburger.
La campagna contro questa multinazionale dura ormai da più di una decina d’anni. La McDonald’s è finita più volte sotto processo. Ha pagato diversi milioni di dollari di risarcimento danni ai consumatori.
Negli ultimi sei mesi il fatturato è sceso di circa il 13%.

Nestlé – Alimentari
La campagna contro della Nestlé è nata soprattutto dalla politica della società nella vendita del latte in polvere . La multinazionale avrebbe provocato la morte di 1,5 milioni di bambini per malnutrizione. La Nestlè incoraggierebbe e pubblicizzerebbe l’alimentazione dal biberon fornendo informazioni distorte sull’opportunità dell’allattamento artificiale e dando campioni gratuiti di latte agli ospedali (in particolare negli ospedali del Terzo mondo), o “dimenticando” di riscuotere i pagamenti.
Oltre a questo la Nestlè sarebbe considerata una delle multinazionali più potenti e più pericolose del mondo. E’ criticata per frodi e illeciti finanziari, abusi di potere, inciuci politici, appoggio e sostegno di regimi dittatoriali. Ultimamente è stata presa di mira per l’utilizzo di organismi geneticamente modificati nella pasta (Buitoni), nei latticini, dolci e merendine.
Intere aree di foresta vengono distrutte per far posto alle sue piantagioni di cacao e di caffè, dove si utilizzano pesticidi molto pericolosi (alcuni proibiti nei paesi industrializzati).
Ecco una lista completa dei marchi di proprietà Nestlè:
Acque minerali e Bevande: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Perrier, Pra Castello, San Bernardo, San Pellegrino, Tione, Ulmeta, Vera, Acqua Brillante Recoaro, Batik, Beltè, Chinò, Gingerino Recoaro, Mirage, Nestea, One-o-one, Sanbitter.
Dolci, gelati, merendine: Le ore liete, Cheerios, Chocapic, Fibre 1, Fitness, Kix, Nesquik, Trio, Kit Kat, Lion, Motta, Alemagna, Baci, Cioccoblocco, Galak, Perugina, Smarties, Antica Gelateria del Corso
Cacao, caffè e derivati: Cacao Perugina, Nescafè, Malto Kneipp, Orzoro.
Carne e pesce: Vismara, Mare fresco, Surgela,
Frutta e Verdure (anche sottolio e sottaceto): la Valle degli Orti
Latticini e yogurt: Formaggi Mio, Fruit joy, Fruttolo, Lc1.
Olio e derivati: Sasso, Sassonaise, Maggi,
Latte in polvere: Guigoz, Mio, Nidina, Nestum.
La campagna di boicottaggio internazionale è coordinata da Baby Milk Action.

  • Da maggio 2002 il Gruppo Berni e i suoi marchi Condipasta e Condiriso non fanno più parte della Nestlé.

  • Le acque sarde Giara e Sandalia non sono più controllate dalla San Pellegrino (Gruppo Nestlé) ma dalla Idroterme Villasor, una piccola azienda sarda. Si tratta di una vittoria, una piccola vittoria, ma pur sempre una vittoria.

  • N.D.R- Per chi vive in Sardegna:  riflettete  a chi vanno i Vostri soldini quando comperate queste kakke prodotte da robots… Comperate prodotti SARDI.

Philip Morris – Sigarette e alimentari
E’ la maggior industria del tabacco del mondo. Si stima che solo le Marlboro uccidano più di 75mila americani all’anno. In America sarebbe famosa per essere una delle maggiori finanziatrici di politici che intraprendono battaglie per l’abolizione dei limiti e divieti di fumo. Fino al 1998 pare finanziasse gli scienziati perché effettuassero studi da cui risultava che il fumo passivo non era nocivo. Solo nel 1999 ha ammesso che il fumo fa male. Nel 1997 avrebbe accettato, insieme ad altre multinazionale del tabacco di pagare 206 milioni di dollari (in 25 anni) per risarcire lo stato delle spese sostenute per curare i malati “di fumo”.
La Kraft sarebbe stata segnalata perché usa organismi geneticamente modificati nei suoi prodotti. La Philip Morris controlla i marchi Kraft, Fattorie Osella, Mozary, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Linderberg, Lunchables, Maman Louise, Jacobs caffè e Hag, Simmenthal, Spuntì, Lila Pause, Milka Tender, Terry’s, Caramba, Faemino, Splendid, Cote d’Or, Baika, Dover, Gim, Philadelphia, Sottilette, Susanna, Leggereste, Mato-Mato.

Unilever – Alimentare e chimica
Molte associazioni animaliste come Animal Aid hanno lanciato una campagna contro la Unilever per lo sfruttamento degli animali durante gli esperimenti.
Sarebbe stata al centro di polemiche anche per i salari e le condizioni di lavoro nelle sue piantagioni in India (dove possiede il 98% del mercato del tè).
La Unilever controlla i marchi: Lipton Ice Tea, Coccolino, Bio presto, Omo, Surf, Svelto,Cif, Lysoform, Vim, Algida, Carte d’Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri, Findus, Genepesca, Igloo, Mikana, Vive la vie, Calvè, Mayò, Top-down, Foglia d’oro, Gradina, Maya, Rama, Bertolli, Dante, Rocca dell’uliveto, San Giorgio, Friol, Axe, Clear, Denim, Dimension, Durban’s, Mentadent, Pepsodent, Rexona,

Chiquita – Alimentari
Sarebbe coinvolta un po’ in tutto. Intrighi internazionali, scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato. Utilizzerebbe massicce quantità di pesticidi, erbicidi e insetticidi. Approfitterebbe della sua posizione di potere per imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole da cui si rifornisce.
Nel 1994 il sindacato SITRAP ha denunciato l’esistenza di squadre armate all’interno delle piantagioni in Centro America e in Ecuador. I lavoratori sarebbero sottopagati, senza alcuna assistenza medica. Le attività sindacali sarebbero represse talvolta con la forza.

Procter & Gamble – Detersivi – Cosmesi e Alimentari
Contro questa multinazionale statunitense (fatturato annuale 76mila miliardi di lire) si sono scatenate molte associazioni animaliste (Buav, Peta e Uncaged) perché testerebbe i suoi prodotti sugli animali. Ultimamente però la Procter & G sarebbe tornata alla ribalta con le patatine Pringles, perché conterrebbero organismi geneticamente modificati.
Per quanto riguarda l’ambiente, nonostante le politiche di riduzione degli imballaggi e dei componenti inquinanti, l’azienda rimarrebbe una delle maggiori fonti di rifiuti del mondo: i pannolini. In America sono il 2% della spazzatura totale del paese.
Sarebbe nota anche per appoggiare associazioni “ambientaliste” che difendono le politiche delle aziende e delle grandi industrie.
Nel 1997 avrebbe messo a punto un prodotto di sintesi, battezzato Olestra, da utilizzarsi come sostituto dell’olio. Dopo lunghe pressioni sulla Food and Drug Administrator il prodotto era stato autorizzato all’impiego. Sarebbe stato accertato che provoca diarrea e impedisce l’assorbimento di vitamine liposubili.
La P&G controla i marchi: Intervallo, Lines, Tampax, Bounty (carta assorbente), Tempo, Senz’acqua Lines, Dignity, Linidor, Pampers, Lenor, Ariel, Bolt, Dash, Tide, Nelsen, Ace, Ace Gentile, Baleno, Febreze, Mastro Lindo, Mister Verde, Spic&Span, Tuono, Viakal, Pringles, Infasil, Heald&Shoulders, Keramine H, Oil of Olaz, AZ, Topexan, Infasil, Dove, Panni Swiffer,

Novartis – Chimica e Alimentari
Leader, insieme alla Monsanto nel settore delle biotecnologie. Specializzata nella produzione di mais geneticamente modificato.
Distribuisce con i marchi: Isostad, Vigoplus (bevande dietetiche), Novo Sal, Ovomaltine, Cereal, Piz Buin (crema protettiva)

Esso (Exxon Mobil)
I Verdi del Parlamento Europeo hanno lanciato una campagna contro la Exxon, l’industria più ricca del mondo, perché ha sostenuto fortemente l’abbandono del protocollo di Kyoto per la difesa ambientale da parte degli Stati Uniti.

Monsanto – Agrochimica gruppo Pharmacia

Metà del suo fatturato annuale (34mila miliardi di lire) proviene dalla produzione di erbicidi, di ormoni di sintesi e di sementi geneticamente modificate. Il resto proviene dalle attività farmaceutiche.
Sarebbe il terzo produttore del mondo di pesticidi e controlla il 10% del mercato mondiale. E’ una delle maggiori aziende del mondo nella produzione di sementi geneticamente modificati (capaci di resistere agli stessi erbicidi prodotti dalla stessa Monsanto).
Nel 1997, negli Stati Uniti, ha pagato una multa di 50mila dollari per pubblicità ingannevole. Aveva definito l’erbicida Roundup un prodotto “biodegradabile ed ecologico”.
Ancora nel 1997, in occasione della conferenza sul clima di Kyoto, la multinazionale avrebbe fatto pressioni affinché la conferenza non inserisse gli HFC (idro fluoro carburi, sostanze pericolose perché contribuiscono in misura notevole all’effetto serra) fra i gas da ridurre.
Nel 1999 è stata denunciata per abuso di posizione dominante nel settore delle biotecnologie.
Sempre nel 1999 è stata denunciata perché testava i suoi prodotti sugli animali.
Controlla i marchi: Mivida Misura

Burger King
In Gran Bretagna sarebbe stata al centro dell’attenzione perché stipulava contratti denominati “a zero-ore”. I dipendenti non venivano pagati quando ad esempio il negozio era vuoto e quindi non stavano facendo niente.

Kodak
Nel 1990 è stata condannata a pagare una multa di 2 milioni di dollari per essere una delle 10 maggiori produttrici di sostanze inquinanti e cancerogene (è il maggior “emettitore” di metilene cloride degli USA).

Mitsubishi
Sarebbe coinvolta nell’importazione illegale di legname in Giappone. Sarebbe legata anche al commercio di armi e all’industria nucleare.

Coca Cola
Recentemente alcune associazioni di difesa dei lavoratori colombiani hanno deciso di intentare una causa contro la Coca cola per l’omicidio di alcuni sindacalisti. Secondo i portavoce delle associazioni la multinazionale userebbe vere e proprie squadre della morte per “minacciare” i dirigenti sindacali che intraprendono battaglie per i diritti dei lavoratori. Nei primi sei mesi del 2001 sarebbero stati uccisi 50 dirigenti sindacali, 128 lo scorso anno, piu’ di 1500 negli ultimi dieci anni.

Pepsi cola
Al centro della campagna contro la Pepsi il fatto che la multinazionale appoggerebbe e sosterrebbe paesi con regimi dittatoriali (Birmania, Messico, Filippine). La Pepsicola utilizzerebbe inoltre animali nei suoi studi ed esperimenti.

Shell
Sarebbe accusata di aver ucciso 80 persone e distrutto più di 500 abitazioni durante una manifestazione di protesta in Nigeria nel 1990.
Nel gennaio 1993 avrebbe represso con la forza una seconda manifestazione organizzata dagli Ogoni. La repressione deve essere stata violentissima: 27 villaggi completamente distrutti, 2mila morti. La multinazionale nega ogni coinvolgimento in queste repressioni violente.

Sun Diamond
E’ un consorzio di cooperative statunitensi. In Italia distribuisce con il marchio Noberasco. Secondo la sezione sindacale americana Teamstars Local Union userebbe pesticidi pericolosi. Sarebbe stata accusata anche di licenziare gli scioperanti e dare salari molto bassi.
Nel 1985, in un momento di difficoltà finanziaria, la multinazionale ottenne dai lavoratori un’autoriduzione dei salari del 30-40% e un maggiore sforzo lavorativo. Nel giro di poco tempo l’azienda recupero’ e i profitti aumentarono del 40%.
Nel 1991 i lavoratori chiesero di far tornare i salari ai livelli originari, ma invece di accogliere la richiesta, la Sun Diamond avrebbe licenziato i 500 dipendenti in sciopero rimpiazzandoli con nuovi braccianti.
Controlla i marchi: Diamond, Sunsweet

Walt Disney
Ad Haiti possiede una delle maggiori industrie del mondo di abbigliamento, dove ci sarebbero migliaia di lavoratori poco più che quindicenni, pagati 450 lire all’ora. Lavorerebbero dalle 10 alle 12 ore al giorno. Il rumore all’interno degli stabilimenti sarebbeassordante, non si può andare in bagno più di due volte al giorno e la pausa pranzo durerebbe 10 minuti. Si calcola che per guadagnare la cifra che l’amministratore delegato della Disney guadagna in un anno, un’operaia haitiana dovrebbe lavorare 101 anni, per 10 ore tutti i giorni! Da un’indagine durata sei mesi, del Cic (Christian industrial committee) di Hong kong risulta che nelle fabbriche cinesi della provincia di Guangdong, subfornitrici della Walt Disney, i dipendenti sarebbero sottopagati, non godrebbero di ferie e assistenza medica e lavorerebbero una media di 16 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. L’orrore continua…

Totalfina-Elf
Sospettata di appoggiare il regime oppressivo in Birmania. Recentemente è stata al centro del disastro naturale causato dall’affondamento del piattaforma petrolifera Erika.

Industrie farmaceutiche
Molte sono le campagne contro le multinazionali farmaceutiche perché sfruttano gli animali negli esperimenti. Fra i nomi importanti: Bayer, Henkel, Johnson & Johnson, L’Oreal, Colgate-Palmolive, Reckitt Banck e Johnson Wax.
Nel caso della Bayer citiamo poi il caso Lipobay: 52 persone decedute.
Recentemente è stata inoltre aperta un’inchiesta contro la Glaxo per un farmaco antidepressivo, lo Seroxat.

Danone
Per aumentare gli utili dell’anno 2000 la Danone, uno dei maggiori produttori e distributori di acque minerali del mondo, avrebbe deciso di licenziare 1800 persone. A Calais 500 famiglie si unirono in una campagna contro l’azienda. Grazie all’intervento di alcune associazioni per la tutela dei consumatori la campagna ha superato le Alpi arrivando anche in Italia (dove la Danone distribuisce con i marchi Saiwa, Galbani e Ferrarelle).

Benetton
In Patagonia tutte le terre di Rio Negro sarebbero di proprietà Benetton. Le molte popolazioni tribali che le abitavano sarebbero state segregate in piccole strisce di terra e verrebbero utilizzati come manodopera. Sotto pagati (200 dollari al mese), ritmi di lavoro estenuanti (10-12 ore), nessuna assistenza medica, nessuna possibilità di riunirsi in sindacati. In estate, alle popolazioni locali sarebbe vietato attingere dai fiumi (pare che in alcuni tratti per impedire l’accesso utilizzano il filo spinato e la corrente elettrica), per molti unica risorsa di vita. N.B:questi dati fanno riferimento all’anno 2000. (Fonte: Tactical Media Crew)

CONCLUSIONE:

STATE LONTANO DA QUESTE MULTINAZIONALI

Di fronte  a tutto cio’, ci viene impossibile provare empatia x  la scomparsa di qualsiasi  speculatore e/o monopolista del cazzu .Adesso SI, che possiamo andare a fare la spesa !!

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MACOMECAZZOVELODEVODIRE ???

CHIUDETE ILCONTO IN BANCA..SVEGLIAMOCI !!!COSA CI HA MAI FATTO CREDERE CHE DELLA CARTA SIA COSI PREZIOSA?? 

KEEPONTRUCKINGENTE

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