L’inutilità della Sardegna

Sbarazzarsi della Sardegna è un chiodo fisso presente in ogni agenda di governo degli ultimi 150 anni. Tuttavia il piano, essendo di difficile attuazione non è mai stato portato a termine. Il primo metodo ivi proposto consiste nel fingere che l’isola al largo del mar Tirrenium non sia mai esistita.Tanto è vero che lo statuto speciale dell’isola è rimasto ad ammuffire nella cantina di Ziu Fratzischinu, sperando che possa dar vita ad una coltivazione di funghetti allucinogeni d.o.c. da esportare nel Tagikistan. Nel frattempo che i funghetti crescano, si potrebbe  procedere a cancellare l’isola da ogni cartina geografica, mettendoci al suo posto una seconda Corsica. In seguito ogni documento che comprovi la sua esistenza dovrebbe essere eliminato o modificato cambiandone il nome ( con un referendum a d.o.c.). I personaggi famosi Sardi diventerebbero seduta stante di nazionalità Francese e sarebbero trasferiti in Corsica. A questo punto, ad alcuni lettori rompicoglioni curiosi verrebbe spontaneo chiedere : ” E la vera isola che fine farebbe?”  Questa domanda “sisà“, non è pertinente all’argomento, poiché la Sardegna non è mai esistita. Se poi, provare l’inesistenza dell’isola risulterebbe troppo difficoltoso, perché non tentare di vendere il suddetto incomodo? Visto che l’Italia ha troppe coste sul mare, e la Svizzera troppo poche… non so voi, ma io intravedo una probabile soluzione. Avviare le trattative con un paese amico non dovrebbe essere così difficile, ma prima naturalmente bisognerebbe convincere il governo e l’opinione pubblica. Per esempio, si potrebbe interpellare  Brunetto Vespone che sarà lieto di dare la parola a un luminare con idee d’avanguardia, ed esporre la tesi in diretta nazionale. Il popolo, sicuramente  capirebbe le buone intenzioni.Una volta convinta l’opinione pubblica, al momento della trattativa occorrerebbe fare attenzione a non accettare un prezzo inferiore ai 457 euro: è vero che vogliamo liberarci di un peso morto, ma non per questo dobbiamo apparire deboli davanti all’Europa. I 457 euro ricavati dalla vendita della Sardegna potranno/potrebbero poi, essere investiti nella costruzione del ponte sullo stretto di Messina, così da far diventare la Sicilia una regione italiana.

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Se poi dovessero sorgere problemi, si potrebbe sempre mettere un’ annuncio sul Baratto e vendere anche la Sicilia. Se poi “proprioproprio” neanche con l’aiuto del Baratto non si riuscisse a liberarsi di quest’isola che nessuno ha mai voluto, tanto vale eliminarla. Essendo un’isola e circondata dal mare, basterebbe  trivellare la terra e bucare il suolo affinché l’acqua venga su e l’isola coli a picco (assunto, che si basa sulla nota teoria fisica scoperta da Aristotele nella vasca da bagno, o qualcosa del genere, secondo la quale se prendi un oggetto e lo buchi e poi lo metti nell’acqua, questo affonderà). Tuttora non è ancora chiaro il perché, ma è noto che funziona proprio così.Talora i costi della trivellazione dovessero risultare troppo costosi e i tempi troppo lunghi, basterebbe sollecitare al ministero della difesa, l’autorizzazione al poligono di Quirra (tanto, è ad un tiro di schioppo da dove viviamo) dell’impiego di potenti razzi all’uranio arricchito, che colpendo la Sardegna ne causerebbero l’affondamento.

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Per quanto riguarda l’inabissamento dell’isola che nessuno vuole,/vorrebbe ed i suoi abitanti, l’Unione Europea durante l’ultimo consiglio del G39 tenutosi a Bellinzona, ha sollevato alcune perplessità riguardo l’ evaquazione del popolo Sardo: se l’isola dovesse effettivamente colare a picco, i suoi abitanti  che fine farebbero? Al Mirto, che sorte toccherebbe? Senza Ichnusa, cosa succederebbe? A questo proposito ,la risposta del Ministro della Marina Nautica On.Qualsiasi Barracodda al G39, non si è fatta attendere. (non vedo l’ora di finire questo cazzo di post…) Il comunicato suggeriva i seguenti piani di evacuazione:

1– Raggiungere a nuoto la Corsica, anche se  questo sarebbe tuttavia causa di un sovraffollamento dell’isola, che, non sostenendo il peso di così tante persone, colerebbe a picco a sua volta, scaricando tutto il fardello sulla Liguria. Sarebbe oltretutto un ottimo esperimento per scoprire se le capre sono in grado di nuotare… 2– Creare un’ arca gigantesca su cui far salire un esemplare maschio, femmina e trans per ogni specie vivente. 3– Imbarcarsi su mille gommoni in direzione di Lampedusa. 4– Fare ricorso al Tar del Lazio. 5– Chiudersi nella cantina di uno dei “Super Markets di nonna Lisa”, strafatti di funghetti (che nel frattempo sono nati dallo Statuto speciale dell’isola rimasto ad ammuffire nella cantina di Ziu Fratzischinu), e giocare alla Play Station 3, in attesa che l’isola affondi definitivamente.

Concludo con la seguente conclusione ; la continuità territoriale di quest’isola, a che serve ? Nessuno la vuole più continuare, tanto sono sempre soldi nostri. Qualcuno mi dovrebbe spiegare il perchè continuiamo a dare i piccioli agli Arabi, quando invece con la coltivazione  delle canne (abbondantissime in “tutotuto” il territorio Sardo, e non mi riferisco a quelle che stai pensando tu..), chi fa da se  fa per tre…


Io ho sentito dire che un tempo la Sardegna non era li, ma la; probabilmente  è arrivata qua passando dallo stretto di Gibilterra. Come ci si può fidare di un’isola che cambia posto ??

Ma questa Sardegna poi, serve davvero a qualcosa ?!?!

P.S. Bellissimo Popolo Sardo, che stimo molto più di quanto alcuni soggetti credano, finalmente ho finito questo post che sicuramente non servirà ad unu cazzu: non vedevo l’ora. Vi lascio con una “citazione citata” dall’ Eccellentissimo Sommo Sacerdote Albertone, che “tutituti” ormai conoscono;” Il pensiero é che se per creare lavoro aspettate una qualsiasi amministrazione, come si dice dalle mie parti “state a cazzo dritto, che piove fregna”.

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MACOMECAZZOVELODEVODIRE ???

CHIUDETE ILCONTO IN BANCA..SVEGLIAMOCI !!!COSA CI HA MAI FATTO CREDERE CHE DELLA CARTA SIA COSI PREZIOSA?? 

KEEPONTRUCKINGENTE

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6 commenti su “L’inutilità della Sardegna

  1. Pingback: L’inutilità della Sardegna « 2010: Fuga da Polis

  2. Hola Chingones Corridos…….., y Posadignos .Buenas dia a todos. Por este lado del mar estamos todos bien, pero muy preocupados por esta Isla bonita que “nadie” respecta . Pues , queria dedicarle a Ustedes ( Los Corridos de FdP que nunca se paran..), un gracias muy profundo de nuestro corazon , por l’amistad que mostraron , a quien (a nombre de los verdaderos Posadignos, y non) estan luchando por una verdadera umanidad y respecto social local, y Islano. Esperamos que este derrumble que icimos , sirva a que la jente se ponga las “pinche pilas” y se despierten…. GRACIAS….GRACIAS… DE TODO A TODOS USTEDES. Con carigno , Lezappigno Posadigno

  3. (Commento moderato )..è inutile che continui a cercare di commentare su questo sito. Evidentemente, Lei è leggermente duro di comprendonio…oppure lo fa apposta. A noi importa poco; su questo blog , è poco gradito.

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