Dell’ IMU (e della sua eventuale restituzione).

Arco-Baleno

Arco-Baleno della Truffa

Premessa: questo non è un post politico.

Ho detto tempo fa che mi sarei astenuto da giudizi politici, da discussioni politiche, da qualsiasi cosa con l’aggettivo “politico” (a parte le elezioni, naturalmente) e così è.

Permettetemi però – al di fuori della politica – di disquisire un po’ intorno al tema delle imposte in genere e più nello specifico a quello di questa spettacolare gabella che è l’IMU (ex ICI). Non solo in ambito “prima casa” ma in senso ampio.

Non mi perdo in tecnicismi, ma vado subito al merito pieno della cosa. Non me ne frega nemmeno un cazzo in fricassea di quello che succede “negli altri paesi” (soprattutto in quelli cosiddetti “civili”), visto che tanto ormai i paragoni si fanno sempre e solo a senso unico ed esclusivamente per sminuire quello che accade in questo, di Paese, che poi è l’unico che mi interessa.

Nel merito, dunque, dicevo: riflettiamo un attimo, quali sono i motivi che portano un essere umano a procurarsi una casa di proprietà ? A farsi un culo come un tarallo, a impegnarsi mezzo stipendio per venti e più anni, a fare carte false, mucchi di assegni postdatati, di cambiali, in alcuni casi a costruirsela fisicamente dal nulla, a rinunciare ad altri agi e privilegi destinando la gran parte dei suoi guadagni all’ acquisto di questo “nido” personale ?

Un bisogno primario innanzitutto: la necessità di “abitare”, di avere un punto di riferimento, un posto dove stare da solo o con la propria famiglia. Mi sembra lecito. Indispensabile, direi, se no saremmo tutti zingari (il che non è nemmeno male, in fondo… però è soggettivo, restiamo sul dato).

A seguire, il desiderio di possedere qualcosa di solido e relativamente immutabile, da poter tramandare insieme a tante altre cose ai propri figli o a chiunque ne abbia diritto o merito.

Ancora, last but not least, un calcolo di opportunità: spendo, investo ora che posso, così mi evito l’ansia di dover perennemente pagare una pigione ad un proprietario, rischiando aumenti, litigi, scazzi, sfratti… in altre parole per eliminare il senso di “precarietà” almeno sul fronte abitativo.

Insomma, al di là di tutte le considerazioni, “mettere su casa” conviene. E conviene che questa sia di proprietà. Almeno così ci hanno detto, così ci ha insegnato la vita, questo si evince dallo studio della storia dell’ Uomo.

Purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, anche se siamo convinti di essere proprietari, semplicemente non lo siamo. Sapete la novità ? Non è vero un cazzo. Oh, yessss.

Ci sono alcuni “intrusi” di cui si tende a dimenticare l’ esistenza, ma ci sono… uh, se ci sono:

il primo simpatico coproprietario (al 51%, con diritto di voto e “ius primae noctis“) è la nostra amica banca. Se c’è un mutuo, finchè dura, siamo proprietari col cazzo. Si, al catasto magari c’ è il nostro nome (bella fregatura), ma il vero padrone è proprio quello che ci ha dato i soldini che hanno cambiato mano di fronte ad uno Spettabile Notaro. Quindi, prima di cantare vittoria, sarà bene estinguere il mutuo in questione. Poi ne parliamo.

Fino qui, però, sono d’ accordo. Ci può stare. In fondo è giusto, se i soldi che abbiamo usato non erano i nostri, va bene che chi ce li ha prestati tenga un piede dentro finchè non se li è ripresi tutti. E’ un accordo (è il caso di dire un “mutuo” accordo) e come tutti gli accordi ha le sue condizioni, che se chiare e accettate pacificamente dal principio vanno rispettate.

Tolto di mezzo il più o meno sgradito ospite, però, ci accorgiamo che ancora non siamo soli. C’ è un altro intruso che sta lì e ci guarda, giorno e notte, anche quando siamo sicuri della nostra intimità. Che in silenzio, con discrezione, rimane nell’ ombra in un angolino, magari dietro una tenda o sotto il letto, forse in cima all’ armadio o in qualche pertinenza (cantina ? Box ? Giardino ? Ripostiglio ? Chissà), zitto zitto, in attesa solo del suo momento – una volta l’ anno o giù di lì – per uscire fuori e ricordarci che è sempre stato lì e sempre ci sarà. Non illudiamoci.

E chi è questo Scassacazzi ?

Niente di trascendentale, nulla di paranormale, nessun ESP, non servono i Ghostbusters. Quelli che hanno inventato “Paranormal Activity” devono aver preso spunto da Lui, ma la verità è talmente terrorizzante che i due film che hanno fatto sono la versione edulcorata, quella per i bambini.

La “presenza” in questione è il vero Proprietario della nostra casa, come pure della nostra auto, dei nostri beni, del nostro patrimonio, grande o piccolo che sia. Parlo ovviamente dello Stato. E siccome lo “Stato siamo noi” (dicono, ma a me sembra che funzioni solo quando si tratta di prenderlo in culo), a occhio e croce ognuna delle nostre case ha un proprietario sulla carta, ma sessanta milioni circa di coproprietari di fatto. Perdio, viviamo tutti in una multiproprietà !

Adesso il problema è: chi cazzo lo ha invitato, ‘sto rompicoglioni ? A che titolo permane più o meno dormiente nelle nostre stanze ? E soprattutto, quando cazzo se ne va ? Eppure ci sembrava di averne fatti di sacrifici per esorcizzarlo… avevamo immolato sull’ altare un sacco di vittime: le imposte di bollo, quelle all’ apertura del mutuo, quelle alla sua chiusura, le tasse sulla parcella dello Spettabile Notaro, quelle su ogni singolo versamento di ogni singola rata, le imposte catastali, quelle al momento dell’ acquisto. Insomma, Stato, i soldi te li ho dati: te ne vai o no ?

Col cazzo. Niente da fare. No way, Josè. Non schioda. Non c’ è verso.

Almeno desse una mano in casa, che so, lavasse i piatti, rifacesse i letti quando siamo al lavoro, una spolverata in giro, le ragnatele… niente. Non fa un cazzo e non se ne va.

E, a buon bisogno, che si inventa ? Vuole pure altri soldi. Sempre, che piova o ci sia il sole, che li abbiamo oppure no, arriva e batte cassa. E guai a non darglieli… mica è un lavavetri qualsiasi al semaforo. Non puoi dire di no. Altrimenti si trova costretto suo malgrado a rammentarti  il suo “diritto divino” e tranquillo che prima o poi (se ci si mette di punta), la casa te la leva. Fottiti, suddito.

Ma vaffanculo, dico io. Già sono obbligato a tenermiti dentro casa – dovresti pagarmi l’ affitto tu – in più vuoi pure che ti mantenga ? Ma rivaffanculo. Mannaggia i sandali di padrepio. Ma devi morire subito. Oggi. Anzi, ieri. Con effetto retroattivo.

Chi scrive, a questo punto sarà chiaro, non è d’ accordo con molti tipi di tasse – prima fra tutte l’ IMU. E non solo per quanto attiene alla prima casa, ma anche la seconda, la terza, la quarta e così via fino a che ce n’è. Basta quello che si paga all’ atto dell’ acquisto: il resto sono cazzi miei. Allo stato delle cose, non esiste una giustificazione che sia una per obbligarmi a tenere in casa questo rompicoglioni invadente, presuntuoso e ingordo. Non c’ è al mondo una spiegazione valida. Non mi convinceranno mai. Però questo sono io, e si sa, io sono matto.

Ma tutto ciò premesso, sembra ancora così strano che l’ ipotesi di alleviare i dolori di questa malattia mortale che è l’ imposizione tributaria sugli immobili ottenga così tanto consenso ? E che l’ ipotesi di restituire (seppur parzialmente ed in ritardo) il maltolto venga salutata con tanto entusiasmo ? A me sembra il minimo. Soprattutto visto e considerato dove è sempre andato a finire e dove sempre finirà, questo maltolto.

A me dispiace tanto per lo Stato, per la Società, per la Collettività, per tutti quanti, ma quello che è mio è mio. Punto. Non ci mette le mani nessuno. Soprattutto chi è abituato a prendere senza dare. Semplicemente non sta in piedi.

E, nello specifico, chi mi viene a fare i soliti discorsi in merito ai “servizi”, ai benefici, all’ obbligo morale di contribuire, alle strade, a tutto il resto, casca male. Molto male. Ho una risposta per ognuno di questi argomenti, e nessuna di queste è una bella risposta. I vaffanculi si sprecano. Io non voglio un cazzo, non chiedo un cazzo, non prendo un cazzo. Quello che prendo lo pago, se no non lo prendo. Quindi levatevi dai coglioni, a me in casa piace stare da solo con chi dico io. L’ ultimo ospite sgradito ancora cammina con le stampelle, dopo anni.

Se oggi qualcuno mi restituisse l’ IMU nemmeno lo ringrazierei. Avrebbe fatto la metà del suo dovere

Da: Dell’ IMU (e della sua eventuale restituzione). « 2010: Fuga da Polis

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MACOMECAZZOVELODEVODIRE ???

CHIUDETE ILCONTO IN BANCA..SVEGLIAMOCI !!!COSA CI HA MAI FATTO CREDERE CHE DELLA CARTA SIA COSI PREZIOSA?? 

KEEPONTRUCKINGENTE

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Un commento su “Dell’ IMU (e della sua eventuale restituzione).

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